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La citazione del giorno

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Benvenuto/a su www.personeoneste.it

Persone Oneste è una associazione senza scopo di lucro che si ispira ai principi di onesta', rispetto, giustizia, trasparenza e solidarieta', e si propone di diffondere e consolidare la pratica dell’onesta', intesa come rispetto quotidiano della legalita' ma anche quale mezzo per lo sviluppo della fiducia reciproca fra le persone.

L’associazione si propone di tutelare e valorizzare la pratica di comportamenti onesti da parte dei propri soci e delle proprie socie, valorizzandone il loro apporto in ogni ambito professionale, imprenditoriale e culturale.

Per conoscerci meglio e per contribuire a Persone Oneste, visita la sezione "Chi siamo" dal menu di sinistra!

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info@personeoneste.it (Administrator) frontpage Wed, 21 Oct 2009 20:27:52 +0000
Appunti sull'onestà http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=271:appunti-sullonesta&catid=35:blog-onesto http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=271:appunti-sullonesta&catid=35:blog-onesto

Onestà: evoluzione del termine

  • Treccani 1829: Virtù per la quale ci guardiamo da tutte quelle azioni e parole che sono contrarie al dovere e all’onore, e più comunemente si usa a significare la virtù della pudicizia. (donna o., ragazza o., la cui condotta, spec. nella sfera sessuale, si conformava a quei principî che dall’opinione comune venivano ritenuti moralmente corretti.)
  • Treccani ultima edizione: Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principî morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive: è un uomo o. […]; funzionario o.; un commerciante, un artigiano o., che si accontenta di un giusto guadagno; è gente o.; una famiglia povera e o. Anche di chi, nel suo lavoro, è scrupoloso, coscienzioso: è un impiegato, un operaio o.
Nella storia della lingua italiana si tratta di un’evoluzione formidabile di un termine, che si  è adattato per andare a coprire un qualcosa che nel corso degli ultimi decenni è diventato sempre più urgente, sempre più centrale, e in grado di coprire tutta la sfera delle relazioni sociali e professionali di una persona.

Onestà: persone / comportamenti

Questa evoluzione ci aiuta anche a capire che il termine onestà non si riferisce più ad una qualità innata o assoluta, ma al frutto di comportamenti quotidiani e ripetuti. Dire che una persona è onesta (o che è disonesta) non è la stessa cosa che dire che una persona è alta, o che è abbronzata, o che è simpatica. Non solo, ma non è nemmeno possibile fare un singolo atto nella propria vita tale da garantirmi di essere considerato onesto per il resto della mia vita. Se domani faccio una rapina a mano armata e faccio secche due o tre persone innocenti, a quel punto non importa più se fino a ieri ho sempre pagato le tasse o ho sempre rispettato i limiti di velocità. L’onestà non è un qualcosa che si acquista per sempre, ma al contrario è una qualità che le altre persone ci attribuiscono, giorno per giorno, con costanza.

Onestà: un termine di relazione

Insomma, l’onestà è un termine relazionale, perché implica l’esistenza di altre persone. Non ha senso definire “onesta” una persona che si trova da sola su un’isola deserta: io posso essere onesto o disonesto solo interagendo con gli altri, solo attraverso il giudizio degli altri.

Onestà: una pratica da valorizzare

È proprio questo filo conduttore che ha portato alla nascita dell’Associazione Persone oneste. Un gruppo di persone, che si sono dette: ma è possibile che a tenere comportamenti onesti si debba sempre essere soli? Non c’è nessuno che senta il bisogno e l’orgoglio di essere onesto e di condividerlo?
E allora la nascita di un’associazione che (dal nostro statuto) “si ispira ai principi di onestà, rispetto, giustizia, trasparenza e solidarietà, e si propone di diffondere e consolidare la pratica dell’onestà, intesa sia come rispetto quotidiano della legalità, sia quale mezzo per lo sviluppo della fiducia reciproca fra le persone. In particolare l’Associazione si propone di tutelare e valorizzare la pratica di comportamenti onesti da parte dei propri Soci e delle proprie Socie, valorizzandone il loro apporto in ogni ambito professionale, imprenditoriale e culturale.
Non più quindi azioni di denuncia e di critica contro i disonesti (in molti lo fanno già, e i media danno già ampio spazio), ma proposte costruttive a favore degli onesti.
È a questo punto però che le cose devono farsi più concrete.

Onestà: dei parametri da condividere e negoziare

logopersoneonesteMa chi decide se un comportamento è onesto oppure no? Ognuno di noi, in fondo, cerca di darsi delle regole che siano sufficientemente “larghe” da farci sentire a posto con la coscienza. Per questo ci siamo dati dei parametri, un “codice etico” frutto di negoziazioni e compromessi, ovviamente, ma che oggi ci vincola e ci rappresenta.
Ogni Socio ed ogni Socia si impegna:
  • a mettere quotidianamente in pratica comportamenti onesti e trasparenti nel corso delle proprie attività professionali, ispirando le proprie scelte ai valori promossi dall'Associazione;
  • a non evadere od eludere le norme fiscali vigenti in alcun modo, né direttamente per propri interessi né indirettamente per fini professionali o con il concorso di altre persone;
  • a richiedere esplicitamente, ove ragionevolmente possibile ed opportuno, il rispetto della legalità da parte delle altre persone con cui si trova occasionalmente o continuativamente ad interagire, senza distinzioni o favoritismi nei confronti di familiari, colleghi, conoscenti o altri;
  • a non partecipare o sostenere nessun tipo di organizzazione con obiettivi illegali o mirante ad aggirare o sovvertire leggi vigenti o comunque avente principi e finalità incompatibili con l’Associazione;

Onestà anche per le imprese?

Come fare ad estendere questi principi più in generale al mondo del lavoro e delle imprese? È chiaro che non possiamo pensare all’onestà come ad una sorta di bollino di qualità. E ovviamente il problema sorge quando si esce dalla sfera personale e bisogna definire se un negozio o un’impresa siano onesti oppure no.
Come associazione stiamo lavorando proprio su questo, e crediamo che tutto debba partire da un’assunzione di impegni precisi e verificabili. Proviamo a fare un esempio. Diciamo tanto per fare un caso concreto che due parametri fondamentali siano il pagare le tasse e il rispetto delle norme sui rapporti di lavoro.
Qui non si tratta di verificare se sino ad ora questo negozio o questo imprenditore abbiano sembre pagato tutte le tasse e abbiano avuto sempre lavoratori regolari. Si tratta invece di dichiarare solennemente: da oggi io pagherò sempre tutte le tasse, da oggi io non terrò nessun lavoratore al nero. E lo devo scrivere grande, devo mettere i cartelli e me ne devo vantare di questa mia scelta.
Ma devo da ora in poi anche essere sempre coerente a questi miei impegni pubblici. Perché a maggior ragione nel mondo di oggi, dove la diffusione delle informazioni è moltiplicata esponenzialmente, se io ricomincio a non fare le fatture, se assumo della gente al nero o se gli pago gli straordinari fuori busta, la mia reputazione sarà compromessa. Non si può affiggere un cartello con scritto “io non evado le tasse”, e poi chiedere alle persone “serve la ricevuta…?”, perché il giorno dopo sul blog o su facebook o dal barbiere la gente ti smonta!
In questo modo quello che entra in gioco è la reputazione di quell’impresa e delle persone che la rappresentano. Se noi riusciamo ad essere credibili con le nostre proposte, l’onestà diventa anche quel portentoso meccanismo per innestare un circolo virtuoso, per poter affermare finalmente che l’onestà conviene sempre, e che anzi può essere un vero e proprio valore aggiunto.
Siamo noi, con le nostre scelte quotidiane come consumatori, come lavoratori, come cittadini a poter fare in modo che l’onestà non sia più considerato un fardello, una zavorra, ma al contrario un valore aggiunto. Se decidiamo di fidarci di chi paga le tasse e assume le persone con contratti regolari, stiamo trasformando la pratica dell’onestà in valore aggiunto, in un fattore di successo per l’impresa. Dobbiamo fare in modo che chi persegue l’onestà abbia anche più probabilità di trovare lavoro e di avere successo imprenditoriale. Dobbiamo fare pubblicità a chi lavora correttamente e onestamente, e dobbiamo dire senza vergogna ma anzi con orgoglio: io non evado le tasse, io non assumo al nero, io sono fiero di essere onesto. E a nostra volta dobbiamo essere cittadini attivi.
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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Mon, 09 May 2011 12:11:32 +0000
Convegno "Il valore dell'onestà" http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=270:convegno-qil-valore-dellonestaq&catid=51:eventi http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=270:convegno-qil-valore-dellonestaq&catid=51:eventi Si terrà martedì 5 aprile a Belpasso, in provincia di Catania, il convegno sul tema "Il valore dell'onestà", promosso dall'Associazione Culturale Aurora Belpas convegnoonesta
sese, dalla quale siamo stati gentilmente invitati ad intervenire.
Un approccio che ci sentiamo di condividere appieno, visto che il convegno si chiede proprio come valorizzare la pratica dell'onestà. Un problema che ha contribuito proprio alla nascita di Persone Oneste, e rispetto al quale crediamo che la concretezza sia fondamentale per fornire risposte efficaci e convincenti.
Siamo convinti infatti che non esista il modello di "persona onesta", ma al contrario che ciò che ci definisce sono i nostri piccoli ma innumerevoli comportamenti quotidiani. L'onestà non può essere solo un principio astratto, ma anche una pratica concreta e verificabile, attraverso la quale le persone con le quale interagiamo possano giudicarci e confrontarsi.
Di tutto questo cercheremo di parlare durante il convegno, al quale vi aspettiamo numerosi!
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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Thu, 31 Mar 2011 15:58:22 +0000
Giocando con l'onestà al Sismondi di Pescia http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=269:giocando-con-lonesta-al-sismondi-di-pescia&catid=51:eventi http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=269:giocando-con-lonesta-al-sismondi-di-pescia&catid=51:eventi Due classi dell'Istituto professionale Sismondi e Pacinotti di Pescia (PT) hanno vissuto oggi sulla propria pelle gli strumenti didattici presentati sul volume "Giocando con l'onestà. Strumenti e percorsi didattici per sviluppare il senso delle regole e della legalità", curato da alcuni dei soci fondatori di "Persone oneste" Fabio Croci, Irene Biemmi e Tania Nicole Ducci.sismondi_pescia

Una mattinata densa e partecipata, durante la quale le attività formative hanno permesso agli studenti di confrontarsi e di crescere divertendosi e mettendosi in discussione, anche su temi "difficili" quali le droghe, il razzismo e la pirateria informatica. I giovani però sono sempre in grado di stupire in merito alle proprie potenzialità e alla sensibilità che sono in grado di dimostrare, l'importante è saperli ascoltare e motivare.

Sono infatti moltissimi i muri concettuali che vengono quotidianamente eretti fra giovani e adulti, fra studenti e professori. Barriere che nel corso degli anni portano a numerose diffidenze reciproche, al consolidarsi di resistenze e stereotipi che rendono inevitabilmente difficile il confronto su temi tabù, rispetto ai quali gli studenti sono inevitabilmente chiusi in se stessi.

Ecco dunque il valore di una formazione "fuori dagli schemi", un contesto nel quale tutti si mettono in discussione, formatore incluso. Una breve parentesi, ovviamente, ma anche un importante stimolo trasversale per tutte le attività scolastiche, per la crescita generale delle persone e di giovani cittadini e cittadine.

Ovviamente ringraziamo per l'ospitalità e per la fiducia accordata l'Istituto Sismondi e Pacinotti, che non rappresenta un caso isolato ma una delle tappe di un percorso che Persone oneste ha intrapreso nel mondo della scuola e della formazione professionale.


 Per approfondire, vedi l'articolo dedicato alle nostre metodologie: http://www.personeoneste.it/Eventi/giocando-con-lonesta.html

Per approfondire sul sito della casa editrice: http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1305.128

Per contattare l'Associazione, scrivere a info(at)personeoneste.it

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Fri, 18 Feb 2011 14:44:20 +0000
Soldi smarriti: esempio o normalità...? http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:soldi-smarriti-esempio-o-normalita&catid=52:cittadini-e-consumatori http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:soldi-smarriti-esempio-o-normalita&catid=52:cittadini-e-consumatori Diversi quotidiani hanno oggi riportato due notizie di persone che hanno riconsegnato alle autorità dei soldi smarriti. Entrambi i fatti sono accaduti a Roma.

Nel primo caso tre commessFoto da Il Messaggeroe di una libreria di Roma hanno trovato una borsa smarrita nel negozio, e l'hanno consegnata ai carabinieri. La borsa conteneva circa 7.000 euro, ed apparteneva ad una signora di 70 anni molto distratta. Il colonnello dei carabinieri ha persino incontrato le commesse, per encomiarle di persona.

Un altro caso riguarda una 43enne disoccupata che ha trovato 500 euro in banconote e le ha portate al più vicino commissariato di polizia, ricevendo anche lei un encomio personale da parte delle istituzioni, in questo caso il questore di Roma.

Buone notizie, sicuramente. Ma anche una denuncia di "anormalità" in un paese dove probabilmente sono invece molti di più i casi di piccola ma quotidiana onestà.

Usiamo infatti molto spesso degli alibi per giustificare le nostre piccole disonestà, pensando al fatto che sono ben altri i "veri" disonesti: criminali e mafiosi, politici corrotti, i "grandi" evasori fiscali. Al contrario tendiamo ad "auto-assolverci" quando siamo noi, nel nostro piccolo, a compiere atti disonesti: passando avanti alla fila, bruciare un semaforo rosso, salire sull'autobus senza biglietto, scaricare musica piratata... O anche, come spesso succede, tenendoci ciò che altri hanno smarrito: portafogli, borse, cellulari, gioielli. Tutti oggetti il cui proprietario è agevolmente rintracciabile dalle autorità, e per le quali non dovrebbe esistere "alibi".

Retorica perbenista? Forse, ma è importante sapersi anche confrontare con il proprio carattere e con i propri comportamenti: quante persone, salite su un mezzo pubblico senza biglietto, accettano serenamente la contravvenzione? E quante invece fanno di tutto pur di non pagare per il proprio comportamento scorretto?

Il rispetto del prossimo, pare scontato, ma passa ovviamente dai nostri piccoli comportamenti quotidiani e da quanto siamo in grado di trattenere i nostri piccoli impulsi meschini ed egoisti. Tenendo presente che sapersi comportare correttamente in un contesto dove si dà per scontata una diffusa illegalità costituisce di per sé un vero atto di coraggio.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=138533&sez=HOME_ROMA

 

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Tue, 15 Feb 2011 17:44:22 +0000
Diritto d'autore e fotocopie http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=266:diritto-dautore-e-fotocopie&catid=52:cittadini-e-consumatori http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=266:diritto-dautore-e-fotocopie&catid=52:cittadini-e-consumatori Insomma, la domanda è la seguente: ma fotocopiare per uso personale le pagine di un libro, è illegale oppure no?
Ancora oggi molte persone che si accingono a fare una fotocopia non hanno ben chiaro cosa sia consentito fare e cosa invece no. Fra questi sicuramente anche molti professionisti (ad esempio docenti ed insegnanti) che vogliono distribuire dispense ai propri allievi. Vediamo quindi di fare un po' di chiarezza.fotocopiatrice

Cominciamo dalle opere che possono essere riprodotte liberamente. Il primo è principale caso è quando i diritti sono decaduti: dopo il 31 dicembre del 70° anno della morte dell'autore l’opera è considerata di pubblico dominio e può essere riprodotta liberamente. Sono quindi liberamente riproducibili e fotocopiabili ad esempio le opere dei classici della letteratura dei secoli scorsi.

In tutti gli altri casi le opere sono automaticamente coperte dal diritto d'autore. Gli autori, peraltro, possono anche liberamente scegliere di non chiedere alcun compenso e quindi rendere pubbliche le loro opere. Lo standard più diffuso di licenza in questo caso sono quelle sviluppate da http://www.creativecommons.it (ad esempio la licenza http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/deed.it). Le opere distribuite sotto questa forma sono quindi liberamente fotocopiabili, salvo alcuni accorgimenti peraltro ovvi (ad esempio l'obbligo di attribuire la paternità al loro autore, e di non lederne l'immagine, nonché di solito anche il divieto di perseguire scopi commerciali). In Italia sono ad esempio distribuiti in questa forma alcune opere di Stampa Alternativa (http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?page_id=98), nonché gli articoli del Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/termini-e-condizioni-dutilizzo).
Un portale molto noto che distribuisce opere con diritti d'autore decaduti oppure liberamente concessi dagli autori è il sito http://www.liberliber.it.

Se i diritti d'autore non sono decaduti e l'autore non ha concesso l'opera con licenze di pubblico dominio, significa che qualsiasi fotocopia è soggetta alla corresponsione di un diritto d'autore. La legge fissa un tetto del 15% delle pagine di un libro che è possibile fotocopiare, ed in ogni caso l'obbligo di corrispondere un contributo a favore della SIAE che sarà successivamente stornato all'autore. Ovviamente se dovessimo ogni volta pagare un singolo contributo sarebbe decisamente improbabile riuscire a rispettare la legge. Per questo la SIAE prevede la possibilità per le copisterie di pagare un contributo annuale forfettario che libera gli utenti dal dover pagare ogni volta un singolo contributo. Sul sito della SIAE è presente un elenco aggiornato di tutte le copisterie che sono in regola con la corresponsione dei diritti d'autore (http://www.siae.it/OLAFReprografia_puntilegittimati.asp), per cui qualsiasi utente privato può accedervi e fare le fotocopie senza preoccuparsi di dover pagare ulteriori contributi perché questi saranno già inclusi nel conto della copisteria (al riguardo vale la pena notare come sia essenziale farsi dare e conservare lo scontrino fiscale!).

Se invece vogliamo fotocopiare più del 15%, oppure se non siamo utenti privati che fotocopiano per uso personale, bensì utenti che vogliono fare uso professionale o commerciale (e rientrano in questo caso anche i docenti che vogliono fare dispense per i propri allievi), si entra nel campo di applicazione dell'AIDRO (http://www.aidro.org). Si tratta dell'Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle Opere dell'Ingegno, che raccoglie oltre 150 case editrici. Leggiamo ad esempio sul sito dell'AIDRO:
«Quando le fotocopie sono fatte per uso non personale, come ad esempio per creare una dispensa di studio in un corso di formazione o universitario, o per effettuare all’interno di uno studio professionale (o di un’azienda) delle fotocopie di materiale protetto da copyright da distribuire ai dipendenti, è necessario che chi intende effettuare le riproduzioni chieda una specifica autorizzazione ai legittimi titolari. E’ possibile in questo caso rivolgersi ad AIDRO, che si pone come unico punto di riferimento sia per Autori ed Editori sia per gli utilizzatori, facilitando l’incontro tra la domanda e offerta di riproduzioni legittime delle opere.»
In tali casi è possibile richiedere una autorizzazione occasionale (http://www.aidro.org/LinkClick.aspx?fileticket=Vm5fcqNFqMo%3d&tabid=1264), in base alla quale sarà necessario corrispondere un massimo di 12 centesimi per una pagina. Oppure, se si tratta di un ente che ha bisogno di fare molte fotocopie nell'arco dell'anno, una Licenza Educational oppure Corporate a seconda del tipo di ente (http://www.aidro.org/Gestionediritti/Licenze.aspx). Se ad esempio siamo una Scuola dovremo corrispondere 5 centesimi a pagina, mentre se siamo un'azienda privata pagheremo un importo forfettario annuale che va dai 130 € in su, ma sono previste tariffe agevolate ad esempio per gli studi professionali.

Rimangono fuori da tutta questa casistica alcuni casi particolari, che vale ovviamente la pena ricordare.
Anzitutto il caso delle biblioteche, per le quali vigono le seguenti norme: la fotocopia di opere tutelate può essere effettuata all’interno delle biblioteche pubbliche limitatamente, però, alle opere presenti nelle biblioteche stesse e sempre nei limiti del 15%. Il limite del 15% non si applica se le opere presenti nella biblioteca sono rare o, comunque, fuori commercio. Il compenso che le biblioteche devono corrispondere agli aventi diritto (autori ed editori) viene determinato in forma forfetaria, nei limiti degli introiti riscossi per il servizio (che quindi non potrà essere gratuito) senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato o degli enti da cui dipendono.
Il caso poi delle opere fuori commercio è implicitamente già risolto dal precedente quesito, per cui è possibile fotocopiare oltre il 15%, ma sempre dietro corresponsione dei diritti d'autore (salvo ovviamente che questi siano cessati poiché l'autore è deceduto da oltre 70 anni).
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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Tue, 02 Nov 2010 23:00:00 +0000
Inchieste "fai da te" http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=265:inchieste-qfai-da-teq&catid=59:siti-e-blog http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=265:inchieste-qfai-da-teq&catid=59:siti-e-blog Raccogliamo volentieri alcune segnalazioni relativamente a piccole inchieste "fai da te" su un paio di temi che riteniamo sicuramente importanti.

 

In primo luogo parliamo del sito http://pronosticailricercatore.blogspot.com, nel quale troviamo probabilmente la più efficace delle denunce contro il sistema dei concorsi truccati universitari. L'anonimo ricercatore che ha creato il sito (ovviamente un cervello in fuga all'estero) ha pensato di creare una bacheca dei pronostici dei concorsi per ricercatori in italia. In pratica chiunque, coperto da perfetto anonimato, può provare a pronosticare chi sarà il vincitore di un bando pubblico.
pronosticaricercatore
Ovviamente i votanti sono tutte persone dell'ambiente universitario, che riescono sistematicamente ad indovinare gli esiti di ogni concorso, a perfetta riprova che il sistema è totalmente controllato da baroni e cricche varie. La bacheca dei risultati, inoltre, ci dice non solo che a vincere sono sempre i nomi delle persone predestinate (per le quali viene quindi confezionato un concorso su misura), ma che questi predestinati sono quasi sempre interni, alla faccia della mobilità e della circolazione del capitale umano...
Intendiamoci: i colpevoli non sono sicuramente i ricercatori, che comunque subiscono un sistema marcio e omertoso. Ma ci sembra doveroso chiedere a questi stessi ricercatori che oggi subiscono questa vergogna di ribaltare queste logiche una volta che consolideranno le loro carriere, decidendosi una volta per tutte a raddrizzare la schiena e a imporre onestà, legalità e rispetto contro l'ipocrisia, la meschinità e l'illegalità diffusa. A proposito: truccare i concorsi, è un reato penale...
(per i risultati dei pronostici vai al link diretto: http://pronosticailricercatore.blogspot.com/p/risultati.html)

La seconda segnalazione ci arriva da Saverio Tommasi (http://www.saveriotommasi.it), attore e giornalista dilettante che propone sul proprio sito numerose inchieste personali in stile "Le Iene". Una delle inchieste più recenti riguarda gli affitti al nero a Firenze, in cui l'autore propone numerose telefonate intercorse con i proprietari di appartamenti in risposta ad annunci per affitti agli studenti. Ovviamente non possiamo dare alla cosa nessuna valenza statistica, ma è interessante scoprire la naturalezza degli interlocutori, che danno per scontata la prassi del "fare tutto al nero", ovviamente spacciando la cosa come garanzia di maggiore libertà per entrambe le parti...

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Che dire: complimenti ad entrambe le iniziative, anche se ciò che viene denunciato è veramente sconfortante...

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Sun, 24 Oct 2010 23:00:00 +0000
La cultura militare può essere formativa...? http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=264:la-cultura-militare-puo-essere-formativa&catid=52:cittadini-e-consumatori http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=264:la-cultura-militare-puo-essere-formativa&catid=52:cittadini-e-consumatori td3bers25

Da quando questo articolo di Francesco Anfossi su Famiglia Cristiana ha sollevato il caso, si sono accese le polemiche e lo scontro politico.

 

Sabato 2 ottobre ne abbiamo parlato anche noi di Persone oneste al programma di Radio 24 "Questa casa non è un albergo", condotto da Alberto Pellai. A questo link è possibile riascoltare la puntata.

I fatti sono a questo punto noti: l'Ufficio scolastico lombardo ha siglato tempo fa un protocollo con il Comando regionale dell'esercito per svolgere delle attività per gli studenti delle scuole superiori rispetto alle quali le scuole riconoscono dei crediti formativi. Il progetto in questione si chiama "Allenati per la vita", e avrebbe già coinvolto oltre 900 studenti. Per farsi un'idea più approfondita provate intanto a dare un'occhiata a questi link:

http://www.unucilombardia.org/unucimilano/IES/ies.htm
http://www.unucilombardia.org/unucimilano/IES/2010/Finali%20Provinciali%2007-03-2010/index.html
http://www.unucilombardia.org/unucimilano/IES/2009/Finale%20Regionale/Prove/index.html
http://www.unucilombardia.org/unucimilano/IES/2008/3rgtbersaglieri/index1.html
http://www.famigliacristiana.it/Informazione/video/corsi-di-sopravvivenza-militare-nelle-scuole.aspx

Proviamo qui a ripetere ed approfondire la nostra opinione sul caso in questione.

In questa vicenda si stanno mescolando aspetti relativi a due piani molto differenti.
In primo luogo abbiamo lo scontro politico fra due sistemi di valori contrapposti: da un lato la valorizzazione dell'esercito e della funzione militare, del coraggio, l'eroismo, le regole ferree, la gerarchia, la difesa dal nemico, il fascino delle armi.  Dall'altro abbiamo il sistema di valori del pacifismo e dell'anti-militarismo, con tutto ciò che comporta in termini di non-violenza, di esercizio pratico della democrazia e di valorizzazione della vita.
Questo confronto (sacrosanto e necessario a livello mediatico e politico) non deve influire nella valutazione dell'intervento formativo. Quello che ci deve interessare, invece, è se questa proposta didattica sia conforme con gli obiettivi formativi della scuola in generale.
Quello che qui bisogna chiarire è: quali sono gli obiettivi formativi di questo progetto e in che modo si intende conseguirli?

finale provinciale049Nel nostro testo “Giocando con l’onestà" ad esempio parliamo sì del senso delle regole ma lo facciamo in modo che sia il gruppo di allievi ad esplicitare e a costruirsi le proprie regole e a metterle alla prova, a confrontarsi sui valori che le sorreggono e sul senso della trasgressione e delle relative sanzioni. Se ad esempio si vuole affrontare il tema delle regole stradali la cosa più sbagliata è mettersi a leggere uno dopo l’altro gli articoli del codice della strada, perché sarebbe solo una sterile imposizione dall’alto. Bisogna al contrario metterle in discussione e immaginarsi cosa accadrebbe se ci fossero regole diverse o se proprio non vi fosse alcuna regola.

Ora il progetto “Allenati per la vita” si propone ufficialmente di permettere agli studenti di “acquisire senso di responsabilità e rispetto delle regole e dei principali valori della vita” ma in realtà qui sembra si stia proponendo una accettazione di una certa visione del mondo e di un sistema di regole rigide, di ispirazione militare e quindi di tipo gerarchico, che valorizza l’obbedienza passiva piuttosto che lo spirito critico.
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Diciamo più in generale che fra i suoi obiettivi trasversali la scuola ha anche quello di formare alla cittadinanza e ai valori democratici e di preparare persone dotate di capacità di analisi critica. Anche nelle materie più comuni, come la storia o l'economia, non è importante che gli studenti imparino a memoria, ma che acquisiscano degli strumenti per decodificare ed interpretare anche ciò che non viene direttamente proposto a scuola.

In questo progetto “Allenati per la vita”, invece, non pare vi sia spazio per il contraddittorio e per le critiche rispetto al sistema di valori che viene proposto. La cultura militare non è ad esempio controbilanciata dalla descrizione della cultura pacifista, o che vi sia spazio per gli studenti di mettere in discussione quanto viene proposto e di confrontarsi sugli aspetti retorici e negativi della guerra e del fascino della vita militare.

In questo senso gli obiettivi proposti sembrano smentiti dallo stesso programma didattico proposto.

È giusto affrontare la materia “armi e tiro”? Di nuovo qui bisogna ragionare in termini di obiettivi didattici. Perché se una persona si iscrive ad un corso sportivo il cui obiettivo è quello di insegnare ad esempio il tiro con l’arco, può essere opportuno parlare anche di balistica e di tecniche di tiro.

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Se però come dice il progetto stesso, si vogliono proporre “esperienze di sport e giochi di squadra”, allora poi bisogna anche spiegare in che termini vengono proposte attività quali non solo “armi e tiro”, ma anche (e leggiamo sempre dal programma ufficiale): cultura militare, difesa nucleare batteriologica e chimica, mezzi dell’esercito, sopravvivenza in ambienti ostili.

La funzione pedagogica dell'iniziativa sembra in questo senso assai povera, perché chi è già propenso a subire un certo fascino militare potrà al limite trovare conferme, ma chi ne è refrattario non cambierà certo idea per il semplice fatto di aver preso un fucile ad aria compressa in mano, visto che può comunque farlo in qualsiasi luna-park. Il rischio qui è che questa iniziativa venga vissuta dai partecipanti come una sorta di ricreazione, senza alcuna valenza formativa.

Anche perché gli adolescenti non sono cretini, tutt'altro. Noi adulti tendiamo sempre a sminuire le loro capacità e a considerarli delle spugne che assorbono tutti gli stimoli. Ma non è così, e ogni genitore sa bene come l'occupazione principale dei propri  figli sia proprio quella di trasgredire e di fare il contrario di quello che gli si dice.

Ed è soprattutto per questo che il progetto “allenati per la vita” attira così tante critiche: perché più che un'iniziativa pedagogica, sembra un'opera di promozione con finalità esterne agli obiettivi formativi della scuola. L'impressione generale è semplicemente che si tratti di una imponente opera di sensibilizzazione in funzione di un possibile reclutamento quando questi giovani lasceranno la scuola. Un reclutamento che cerca di fare leva sulla solita retorica militaresca che tede a dimenticarsi come un esercito non sia certo una palestra di democrazia...

td3bers19Infine ci viene da dire che se anche si vogliono proporre interventi formativi facoltativi di ispirazione militare, al tempo stesso gli studenti devono poter scegliere iniziative didattiche pacifiste ed anti-militariste, e ad esempio se si riconoscono crediti formativi nello studiare "cultura militare", bisognerà riconoscere dei crediti anche a chi partecipa alla marcia della pace ad assisi!
Per concludere, e per quanto riguarda la balzana idea per cui un intervento di formazione militare possa avere conseguenze positive per contrastare il bullismo, questa ci sembra una vera e propria ipocrisia. Il bullismo lo si sconfigge con attività ludiche e cooperative, in cui è il gruppo che crea le proprie regole e si applica a rispettarle, in cui risulta centrale anche la consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli altri. Un addestramento di tipo bellico ha invece uno scopo del tutto opposto: le regole sono imposte dall'alto, c'è sempre un nemico da sconfiggere e sopraffare, e anche nel gioco a squadre uno vince e gli altri perdono. Un campo militare non è certo il luogo consigliato per affrontare positivamente patologie psicosociali o risolvere dinamiche di gruppo negative.

PS: un ultimo piccolo dubbio: nel sito dell'unuci lombardia si possono tranquillamente consultare e scaricare le foto con tutti gli studenti coinvolti, spesso molto chiaramente riconoscibili (le foto riprodotte in questo articolo sono invece a bassa risoluzione e coi volti sfocati, ma gli originali sul sito unuci sono ad alta definizione e senza alcun ritocco). Ma siamo sicuri che tutte le norme sulla riservatezza, in particolar modo nei confronti dei minori, siano state rispettate...?td3bers63

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Fri, 01 Oct 2010 23:00:00 +0000
Giocando con l'onestà http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=263:giocando-con-lonesta&catid=51:eventi http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=263:giocando-con-lonesta&catid=51:eventi A partire da oggi 21 Settembre 2010 avrà inizio la distribuzione della nostra prima grande fatica: "Giocando con l'onestà. Giochi e percorsi didattici per sviluppare il senso delle regole e della legalità".
Il volume, al costo di 17 €, è edito da Franco Angeli e può essere acquistato in libreria oppure on-line dal sito www.francoangeli.it. (clicca qui per il link diretto)
L'acquisto del volume consente anche di scaricare, sempre dal sito della Franco Angeli, tutto il materiale didattico descritto nel testo, con schede e materiali vari preimpostati e da stampare in proprio.copertinagiocandocononesta

Tutti i diritti d'autore sono devoluti all'Associazione Persone Oneste, per cui oltre ad invitarvi ad acquistare il nostro piccolo manuale vi saremmo anche molto grati se ne deste la massima diffusione.

Stiamo inoltre organizzando una serie di presentazioni del volume e delle modalità formative descritte, per cui se siete interessati contattateci pure via mail all'indirizzo info@personeoneste.it oppure telefonicamente al numero 333 4517763.

Quella che segue, infine, è la quarta di copertina:

Una persona onesta deve rispettare sempre la fila?
Chi accetta di lavorare al nero è anche un evasore fiscale?
Quali sono i parametri per stabilire se un comportamento è onesto oppure no?
E qual è il rapporto fra onestà e legalità?
Questo volume affronta questi e molti altri argomenti, fornendo ad insegnanti e formatori una cassetta degli attrezzi fondamentale per qualsiasi didattica dedicata alla legalità, alla cittadinanza e alla convivenza civile.
I tre giochi d’aula descritti (il “Gioco delle carte oneste”, il “Cruciverba della legalità” e il gioco di società “Fatti non foste a viver come bruti”) consentono di affrontare a vari livelli di profondità le tematiche più scottanti e spinose in qualsiasi classe di giovani e adulti. Dalle droghe leggere al doping, dal razzismo alla puntualità, dalla pirateria informatica al rispetto delle norme stradali: il volume propone 18 schede di approfondimento sui più svariati temi per alimentare dibattiti e confronti in aula, stimolando la discussione attraverso appositi “dilemmi”. Il tutto con un taglio ludico finalizzato a fornire concreti strumenti di discussione e di riflessione.
Perché scoprire l’onestà e la legalità deve essere un piacere, prima che un dovere. Con questa convinzione gli autori figurano anche fra i fondatori dell’Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro “Persone oneste”, che si propone come un mezzo per valorizzare la pratica dell’onestà in ogni ambito professionale, imprenditoriale e culturale.

Sul sito della FrancoAngeli, all’indirizzo internet http://www.francoangeli.it/ (area biblioteca Multimediale) è disponibile – per i soli acquirenti del volume – materiali e giochi aggiuntivi.

Fabio Croci, presidente dell’Associazione Persone oneste, formatore professionista, lavora per agenzie formative ed enti locali. Ha progettato e gestito per anni corsi di formazione destinati a giovani, disoccupati,apprendisti e lavoratori.

Irene Biemmi, ricercatrice TD presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze, tiene insegnamenti e laboratori di Educazione di genere e Pedagogia dei media. Dal 2006 al 2009 è stata docente di Pedagogia sociale e Pedagogia della marginalità e della devianza per la Scuola di Specializzazione per la formazione degli insegnanti di Scuola Secondaria Toscana.

Tania Nicole Ducci lavora nel settore no-profit nella gestione e coordinamento delle attività di formazione ed animazione. Ha progettato e realizzato numerosi laboratori di educazione interculturale ed interventi di formazione agli stranieri.

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Per acquistare on-line il libro, visita questi collegamenti:

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1305.128

http://www.ibs.it/code/9788856825459/croci-fabio/giocando-con-onesta.html

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788856825459/Giocando_con_l'onesta/Biemmi_Irene.html

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Mon, 20 Sep 2010 23:00:00 +0000
Aggiornata la sezione link utili http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=260:aggiornata-la-sezione-link-utili&catid=51:eventi http://personeoneste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=260:aggiornata-la-sezione-link-utili&catid=51:eventi E' stata aggiornata la sezione link utili del nostroweb_links sito, grazie alla quale è possibile trovare numerose segnalazioni di siti istituzionali, associazionismo, inchieste giornalistiche e altri siti dedicati ad onestà e legalità, ma anche corruzione ed illegalità. Naviga fra le varie sezioni, e se ti sembra che manchi qualcosa, segnalacelo dalla pagina "Contatti" in alto a destra!

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fabio.croci@tiscali.it (La Redazione di Persone Oneste) frontpage Sun, 27 Jun 2010 23:00:00 +0000